Italy. 17 years old.

Un pezzo di luna. Brilla fino a diventare accecante. Colora la notte in compagnia delle stelle.
Just ama la luna, così come ama starsene seduta ad ammirarla fuori dalla sua veranda, cullata solo dal silenzio.
Just vorrebbe arrivarci lì, sulla luna intendo. Ma sembra così lontana. Un po' come tutto, adesso.
Gira in tondo, si siede, prende un foglio e dell'inchiostro. Fissa un punto. E scrive. Il resto può anche aspettare adesso.
Just scrive solo perché a tenersi tutto dentro scoppierebbe.
Just scrive solo perché la sua mente è sempre in movimento e per evitare un gran mal di testa.
Just ha 17 anni e una gran paura che il tempo stia passando troppo in fretta.
Ecco perché scrive. È convinta che così riuscirà a ricordare tutto ciò che accade, senza che il tempo porti via con sé ogni suo ricordo.
Just è il nulla e il tutto. Una sfumatura di grigio. Il vuoto lasciato dopo la fine di un libro. L'amaro in bocca del caffè. L'ultima mollica di pane. La goccia che fa traboccare il vaso.
Alla fine non è niente di speciale.☮
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Il concetto di yin e yang ha origine dall’antica filosofia cinese: ogni cosa, ogni persona, ogni concetto, è diviso tra lo yin e lo yang, e rappresenta un dosaggio di queste due componenti. La tradizione attribuisce alla natura femminile tutto ciò che è yin, e alla natura maschile tutto ciò che è yang. Yin rappresenta tutto ciò che è freddo, trasgressivo, oscuro e inerte; yang quello che è caldo, chiaro e luminoso.

Mi sono sempre chiesta se avrei mai trovato la persona che sarebbe stato il mio yang, per la quale sarei stata yin. Sono sempre stata così fredda, trasgressiva. Con gli occhi neri e sempre qualcosa da ridire. Una rompipalle.
Insomma: la notte si trasforma in giorno; il calore in freddo; la vita in morte. Io in cosa mi sarei trasformata? La risposta ancora non la sapevo: in lui. Lui era troppo bello, solare, simpatico: faceva sempre ridere tutti. Io non possedevo un gran senso dell’umorismo, io con le persone ci litigavo. I suoi occhi erano celesti, ai lati della bocca due deliziose fossette scavavano nella sua pelle bianca, quanto sorrideva la luce che usciva dalle sue labbra. Ma eravamo così diversi. Lo yin e yang sono opposti: qualunque cosa ha un suo opposto, in termini comparativi. Nessuna cosa può essere completamente yin o completamente yang; essa contiene il seme per il proprio opposto. Troppo diversi per poterci amare, troppo simili per cercare di non farlo. Quando per la prima volta incontrai i suoi occhi mi sentii improvvisamente nel posto giusto: avete presente quando tornate a casa dopo tanti giorni? Io mi sono sentita a casa, nei suoi occhi, tra le sue braccia, nei suoi baci, tra le urla e tra la folla. Perché potevamo dirci quello che volevamo: i nostri occhi tornavano a cercarsi tra la gente.
Io ero per lui l’eccezione, e lui, in un modo che non comprendevo del tutto, era la mia. Dipendevamo l’uno dall’altro. Avrei buttato tutto, lasciato tutti, per stare solo pochi minuti di più stesa accanto a lui, sentire il suo cuore battere forte, e con lui il mio: che importanza aveva? Eravamo una cosa sola. Lo yin e lo yang hanno radice uno nell’altro: sono interdipendenti, hanno origine reciproca, l’uno non può esistere senza l’altro, il giorno non può esistere senza la notte.
Io non ero niente senza lui, cos’è il bene senza il male? Cos’è il male senza il bene? Assolutamente niente. Tuttavia lo odiavo molto, e lui odiava me. Entrambi eravamo ciò che l’altro avrebbe voluto essere: volevo anche io far ridere gli altri, anche io essere solare. Lui voleva assomigliarmi di più, voleva gli occhi neri, voleva essere trasgressivo: voleva tutto ciò che mai avrebbe potuto ottenere. Così quando lui mi diceva “facile per te, sei solo una stronza menefreghista” io gli rispondevo “riesci a far ridere tutti, e me?”. In verità io ero il male che lui aveva in corpo, lui era tutto ciò che in me c’era di buono. E dopo le tempeste di parole con cui ci aggredivamo, tornavamo ad accarezzarci le ferite. Lo yin e lo yang diminuiscono e crescono: sono complementari, si consumano e si sostengono a vicenda, sono costantemente mantenuti in equilibrio.
A volte ti aggredivo con la mia cattiveria, tu mi ferivi con il sarcasmo, e perdevamo tutto ciò che eravamo riusciti a costruire insieme. Però ci possono essere degli sbilanciamenti che creano problemi; i quattro possibili sbilanciamenti sono: eccesso di yin, eccesso di yang, insufficienza di yin, insufficienza di yang. La loro unione perfetta costituisce l’entelechia dell’universo. Noi perfetti non siamo stati mai. Sempre toppo, troppo perfino per noi. Però ci amavamo, e dicevano che fosse quello ciò che contava. Allora continuavamo ad amarci, a mancarci per tutte quelle cose di noi che non potevamo avere. Eravamo sole e luna, notte e giorno, bene e male.
Lo yin e lo yang si trasformano l’uno nell’altro: a un certo punto, lo yin può trasformarsi nello yang e viceversa. La notte si trasforma in giorno, senza una netta distinzione. Lui riuscì a diventare un po’ più cattivo, trasgressivo e talvolta menefreghista; io riuscivo a strappare qualche sorriso alla gente. Ma eravamo sempre noi. Il male nel bene, il bene nel male. Noi nemici di noi stessi.

— noianchesiamounastoriadamore (via noianchesiamounastoriadamore)
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Si è alzato e, mettendomi le mani tra i capelli, mi ha baciato.

Anch’io l’ho afferrato per i capelli, l’ho abbracciato con tutte le mie forze, gli ho morso le labbra, ho sentito la sua lingua muoversi nella mia bocca. Era un bacio che attendevo da molto tempo: un bacio che era nato presso i fiumi della nostra infanzia, quando non comprendevamo ancora il significato dell’amore. Un bacio che era rimasto in sospeso quando, più tardi, giravamo il mondo con il ricordo di una medaglia, oppure ci nascondevamo dietro pile di libri da studiare per un concorso. Un bacio che si era perduto tante volte e che, adesso, veniva finalmente ritrovato. Nella durata di quel bacio scorrevano anni di ricerche, di delusioni, di sogni impossibili.
L’ho baciato con forza. Le poche persone presenti nel locale stavano a guardare, pensando di vedere semplicemente un bacio, ma non sapevano che quel lungo minuto era il compendio della mia e della sua vita, della vita di chiunque aspetti, sogni e cerchi il proprio cammino sotto il sole.
In quel minuto, c’erano tutti i momenti di gioia che ho vissuto.

Paulo Coelho - Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto (via ildiariodicharlotte)
"Lo guardavo come si guarda il mare alla fine dell’estate.”
— Susanna Casciani. (via no-one-tells-me-who-i-love)
"Altro che tutte le sfumature del mare, tu sei tutte le sfumature del cielo al tramonto.”
— sognatricesenzali (via sognatricesenzali)
Anonymous asked: Sei una ragazza spettacolare!

Ohw, grazie infinite anonimo, ci conosciamo?

Anonymous asked: Com'è stata la prima volta che hai fatto l'amore veramente? Non sesso, l'amore.

7disera:

Sono passati ormai più di dieci anni, quindi ricordo quel giorno come un bel film che ti lascia una sensazione dolce tra le dita e negli occhi. Non ne ho più un ricordo vivido e lucido.
Ricordo molta gentilezza nei modi, molta calma nei movimenti. Ricordo che era giorno e che nessuno dei due aveva più paura di mostrarsi all’altro. Lui mi baciava le gambe e sembrava non avere nessuna fretta, come se tutta la sua vita girasse intorno a quel momento, a me, a quella giornata. Ricordo che mi teneva una mano dietro la testa mentre mi sdraiavo sul letto, per aiutarmi ad andare giù senza dover smettere di guardarlo e di baciargli la fronte. Ricordo che fuori dalla finestra (io guardo sempre fuori dalla finestra quando faccio l’amore, almeno per un attimo) c’era una bella luce, intensa e tutto intorno era silenzioso. Era una giornata di luglio ed erano le quattro del pomeriggio. I più erano a lavoro e gli altri erano al mare. Com’è stata? E’ stata diversa da tutte le altre volte, impossibile confondersi. Impossibile pensare “chissà se mi ama”. Perché si sentiva tutto, era tutto chiaro.

Anonymous asked: Come hai fatto a capire di essere innamorata di lui?

7disera:

Nella fase premestruale ho smesso di dire cose tipo “non so se posso amare qualcuno”, “la noia mi uccide”, “non sono la persona adatta a te”, “non baciarmi, potrei morire”. Cose così.

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